PAVIA
Elenco Squadre
Stadio:
Capienza Stadio:
Regione:
Serie:
Pietro Fortunati
Capienza Stadio:
4999
Regione:
Lombardia
Serie:
C2 GIRONE A
descrizione:
Fondazione del club
Uno dei simboli di Pavia: l\'Università. E da dove, se non dalla fervida mente degli studenti pavesi poteva nascere il calcio a Pavia? Corre l\'anno 1907 quando il football sbarca a Pavia con la fondazione della Goliardica e la città la accoglie alla maniera pavese…con una buona dose d\'indifferenza. L\'avventura durò quattro anni giusto il tempo di laurearsi ed “entrare” nel mondo lasciandosi alle spalle un bel divertimento. Ma non solo ricordi si lascia alle spalle la Goliardica, ormai il sasso è stato lanciato e, il 3 novembre 1911, il primo vero sodalizio pedatorio cittadino emette il suo primo vagito. Fautori dell\'inizio della saga calcistica pavese sono Emilio Piatti, Achille Pecci e Giovanni Ferrari che danno vita al Pavia F.B.C.La prima partita di cui si ha notizia è una brillante vittoria ai danni del Casteggio per 3-0 ma la storia appena intrapresa non sarà lucente come il debutto sul prato verde perché, per ragioni economiche, si provvede quasi subito alla fusione con la Società Ginnastica Pavese ed al conseguente cambio di nome in “Società Ginnastica Pavese - Sezione Calcio”.
Informazioni stadio:
Indirizzo: via Alzaia, 137 - 27100 Pavia
Telefono: +39 0382 460111
Fax: +39 0382 479343
sito web www.paviacalcio.it
Colori: maglia azzurra,calzoncini bianchi, calzettoni
788
biancoazzurri
Sponsor: Banca Regionale Europea
Sponsor tecnico: Legea
Uno dei simboli di Pavia: l\'Università. E da dove, se non dalla fervida mente degli studenti pavesi poteva nascere il calcio a Pavia? Corre l\'anno 1907 quando il football sbarca a Pavia con la fondazione della Goliardica e la città la accoglie alla maniera pavese…con una buona dose d\'indifferenza. L\'avventura durò quattro anni giusto il tempo di laurearsi ed “entrare” nel mondo lasciandosi alle spalle un bel divertimento. Ma non solo ricordi si lascia alle spalle la Goliardica, ormai il sasso è stato lanciato e, il 3 novembre 1911, il primo vero sodalizio pedatorio cittadino emette il suo primo vagito. Fautori dell\'inizio della saga calcistica pavese sono Emilio Piatti, Achille Pecci e Giovanni Ferrari che danno vita al Pavia F.B.C.La prima partita di cui si ha notizia è una brillante vittoria ai danni del Casteggio per 3-0 ma la storia appena intrapresa non sarà lucente come il debutto sul prato verde perché, per ragioni economiche, si provvede quasi subito alla fusione con la Società Ginnastica Pavese ed al conseguente cambio di nome in “Società Ginnastica Pavese - Sezione Calcio”.
Informazioni stadio:
Indirizzo: via Alzaia, 137 - 27100 Pavia
Telefono: +39 0382 460111
Fax: +39 0382 479343
sito web www.paviacalcio.it
Colori: maglia azzurra,calzoncini bianchi, calzettoni
788
biancoazzurri
Sponsor: Banca Regionale Europea
Sponsor tecnico: Legea
storia:
La promozione in I Categoria (l\'attuale Serie A)
L\'occasione d\'oro del calcio pavese arriva (e tutt\'ora risale) al 1915: gli azzurri vengono iscritti al campionato di Promozione per meriti sportivi. La vittoria del torneo permette l\'accesso alla I Categoria, corrispondente all\'attuale Serie A. Dopo aver superato il girone eliminatorio alle finali la vittoria è schiacciante: con la prima guerra mondiale alle porte ed alcuni giocatori già sul piede di partenza per il fronte il Pavia precede in classifica l\'Ausonia e sbarca trionfalmente nella massima divisione calcistica. Passeranno, però, 4 anni prima di vedere il rinnovato Pavia F.C. tornare a calcare i campi di gioco: purtroppo in tutto il mondo si sta giocando una partita ben più triste.
Dopoguerra (1919)
Nel 1919, finalmente inizia l\'avventura in I Categoria e, dopo due anni a buoni livelli, nel \'22 arriva la retrocessione, seguita nel \'24 dalla caduta in III Divisione Regionale e dal definitivo e mesto ritiro dall\'attività agonistica. La fame di calcio è tanta e da umili origini spuntano i nero-verdi dell\'Arduino F.C., decisi a tenere il nome di Pavia nel mondo del pallone e che giungeranno fino alla 2.a Divisione. Accanto all\'Arduino nasce anche il Vittoria (maglia rosso-verde) sempre militante in 3.a ed infine ammessa alla seconda quando ormai la fusione tra le due compagini cittadine era praticamente decisa: è il 1928 quando torna a chiamarsi Pavia F.B.C. Gli obiettivi sono ambiziosi e l\'approdo in Serie B nel 1933 ne è la prova: il campionato cadetto si rivela troppo oneroso e nel 1935, per la seconda volta, addirittura nel pieno svolgimento del campionato, gli azzurri lasciano il mondo del calcio. A placare la sete di calcio giocato della città arriva,
788
nel 1936-37, la Associazione Calcio Pavese \"L.Belli\" (maglia bianco-nera) che si stabilizza in Serie C fino al 1942 quando, a seguito della fusione con i cugini della Necchi, rinasce col nome di A.C. Pavia.
Dopoguerra (1945)
Passando attraverso la seconda guerra mondiale ed il Torneo Lombardo del 1945, si ritorna in serie C adottando le famose maglie granata. Arrivano gli anni del Cav. Fortunati e, nel 1954, anche la storica promozione in serie B. Due campionati vedono i granata nella serie cadetta prima del ritorno in serie C. Ma la retrocessione è nulla rispetto a quello che aspetta il Pavia: l\'11 settembre 1957 la società si scioglie per la terza volta. Dalle stelle alle stalle: si ricomincia con la Pro Pavia in Prima Divisione Regionale, poi con l\'A.S. Pavia ed il F.B.C. Pavia in Prima Categoria e poi… con la solita fusione. Nel 1960 rinasce, per l\'ennesima volta, l\'A.C. Pavia che ricomincia dalla Prima categoria regionale. Bisogna aspettare 6 anni per rivedere il Pavia in Serie D. Gli azzurri superano sul filo di lana l\'Asti ma la permanenza è molto breve: l\'annata successiva la società di via Alzaia si ritrova in Promozione dopo un campionato veramente deludente. Le difficoltà, anche a livello societario, dopo l\'addio del Cav. Fortunati, non mancano ma, con l\'arrivo al timone di Mario Migliorini si comincia ad intravedere uno spiraglio di luce.
Rinascita
Il nuovo presidente ed il suo staff centrano un\'entusiasmante accoppiata: nel campionato 1976-1977 arriva la promozione in serie D seguita l\'anno dopo dal salto nella tanta agognata serie C che, proprio in quell\'anno, si trasformerà nell\'attuale C2. Gli azzurri trovano una loro dimensione e si stabilizzano nella nuova categoria togliendosi anche delle belle soddisfazioni. Ma l\'emozione più grande è datata 1983/84: sotto la presidenza Riboni ed ai comandi di mister Villa, dopo lungo tempo, la squadra conquista la C
3c4
1 precedendo il Piacenza dopo un duello durato tutto l\'arco del campionato. La nuova categoria, come più volte verrà confermato in futuro, si dimostra particolarmente indigesta ai pavesi: il primo anno si conclude a metà classifica ma il secondo segna la retrocessione ed il ritorno in C2. Ma gli azzurri ci riprovano e centrano la rivincita al primo colpo: solo l\'Ospitaletto di Gigi Maifredi sopravanza gli azzurri ma la seconda piazza significa ritorno immediato nelle terza serie nazionale. La stagione seguente è a dir poco travagliata ed il finale è da bufera: un gol di Ricky Massara alla Reggiana nell\'ultima giornata di campionato sancisce la vittoria degli azzurri e la salvezza ma l\'estate porta brutte notizie. Il presidente Achilli viene squalificato a vita dalla FIGC con l\'accusa di aver corrotto un giocatore del Fano in occasione della vittoriosa trasferta degli azzurri sul campo dei granata. Alla squadra vengono comminati 5 punti di penali
3c4
zzazione che ne sanciscono l\'ennesima retrocessione. In C2, fuori gioco da ogni carica ufficiale Achilli, ricopre il ruolo di presidentessa la moglie Giusy: dopo un discreto 4° posto arriva ancora la promozione dopo il secondo posto alle spalle del Siena tra le cui riserve figura un giovanissimo Moreno Zocchi. L\'ennesimo ritorno in C1 è entusiasmante: gli azzurri vivono un campionato da protagonisti e solo due sconfitte, rimediate nelle ultime due giornate di campionato da Venezia e Chievo impediscono al Pavia di approdare nella Coppa Italia insieme alle società di A e B.
La crisi degli Anni\'90
Purtroppo l\'anno successivo è agli antipodi del precedente: la squadra è rivoluzionata, i pezzi migliori sono andati in A e B ed i nuovi non sono all\'altezza. Il risultato è un penultimo posto che rispedisce il sodalizio di via Alzaia in C2. È l\'inizio del declino. Dopo tre deludenti campionati vissuti a metà classifica (ma intrapresi con ben a
3c4
ltre ambizioni) arriva la mazzata della retrocessione in D dopo ben 18 anni passati tra i professionisti. A salvarci arriva provvidenziale il ripescaggio ma dopo un inizio brillante e qualche giornata in testa alla classifica la squadra inizia un veloce declino. Si decide tutto ai play-out ed a sorridere è la Solbiatese che condanna gli azzurri ai dilettanti e, stavolta, senza il salvagente del ripescaggio. Nel frattempo ad Achilli, emigrato a Livorno con una massiccia dote di giocatori pavesi, è subentrato Walter Rampini che prende in mano una situazione societaria disastrosa. Tuttavia si pensa che il Pavia in CND sia solo di passaggio: niente di più sbagliato. In una drammatica ultima partita contro l\'Atletico Sirio gli azzurri affondano: il gol di Facchetti non è sufficiente ed i sardi passano per 2-1. Incredibilmente è Eccellenza.
L\'era Calisti
Si riparte da zero ed il rischio di sparire per l\'ennesima volta è quanto mai concreto: a
1000
salvare la situazione ci pensa la famiglia Calisti.
Secondino Calisti, per tutti il Sig. Dino, con i figli Armando Calisti e Roberto Calisti, segnano una delle più belle pagine della storia del Pavia. Innanzitutto vengono ripianati i numerosi debiti ed il primo concreto segnale è stravincere il campionato di Eccellenza.Il compito di rifondare la squadra viene affidato a Marco Torresani, allenatore cremonese già vincitore a Fiorenzuola, Legnano e Montichiari, e al direttore sportivo Massimo Londrosi, pavese purosangue.traaaaaaaaaaaaaaaaaa!
L\'occasione d\'oro del calcio pavese arriva (e tutt\'ora risale) al 1915: gli azzurri vengono iscritti al campionato di Promozione per meriti sportivi. La vittoria del torneo permette l\'accesso alla I Categoria, corrispondente all\'attuale Serie A. Dopo aver superato il girone eliminatorio alle finali la vittoria è schiacciante: con la prima guerra mondiale alle porte ed alcuni giocatori già sul piede di partenza per il fronte il Pavia precede in classifica l\'Ausonia e sbarca trionfalmente nella massima divisione calcistica. Passeranno, però, 4 anni prima di vedere il rinnovato Pavia F.C. tornare a calcare i campi di gioco: purtroppo in tutto il mondo si sta giocando una partita ben più triste.
Dopoguerra (1919)
Nel 1919, finalmente inizia l\'avventura in I Categoria e, dopo due anni a buoni livelli, nel \'22 arriva la retrocessione, seguita nel \'24 dalla caduta in III Divisione Regionale e dal definitivo e mesto ritiro dall\'attività agonistica. La fame di calcio è tanta e da umili origini spuntano i nero-verdi dell\'Arduino F.C., decisi a tenere il nome di Pavia nel mondo del pallone e che giungeranno fino alla 2.a Divisione. Accanto all\'Arduino nasce anche il Vittoria (maglia rosso-verde) sempre militante in 3.a ed infine ammessa alla seconda quando ormai la fusione tra le due compagini cittadine era praticamente decisa: è il 1928 quando torna a chiamarsi Pavia F.B.C. Gli obiettivi sono ambiziosi e l\'approdo in Serie B nel 1933 ne è la prova: il campionato cadetto si rivela troppo oneroso e nel 1935, per la seconda volta, addirittura nel pieno svolgimento del campionato, gli azzurri lasciano il mondo del calcio. A placare la sete di calcio giocato della città arriva,
788
nel 1936-37, la Associazione Calcio Pavese \"L.Belli\" (maglia bianco-nera) che si stabilizza in Serie C fino al 1942 quando, a seguito della fusione con i cugini della Necchi, rinasce col nome di A.C. Pavia.
Dopoguerra (1945)
Passando attraverso la seconda guerra mondiale ed il Torneo Lombardo del 1945, si ritorna in serie C adottando le famose maglie granata. Arrivano gli anni del Cav. Fortunati e, nel 1954, anche la storica promozione in serie B. Due campionati vedono i granata nella serie cadetta prima del ritorno in serie C. Ma la retrocessione è nulla rispetto a quello che aspetta il Pavia: l\'11 settembre 1957 la società si scioglie per la terza volta. Dalle stelle alle stalle: si ricomincia con la Pro Pavia in Prima Divisione Regionale, poi con l\'A.S. Pavia ed il F.B.C. Pavia in Prima Categoria e poi… con la solita fusione. Nel 1960 rinasce, per l\'ennesima volta, l\'A.C. Pavia che ricomincia dalla Prima categoria regionale. Bisogna aspettare 6 anni per rivedere il Pavia in Serie D. Gli azzurri superano sul filo di lana l\'Asti ma la permanenza è molto breve: l\'annata successiva la società di via Alzaia si ritrova in Promozione dopo un campionato veramente deludente. Le difficoltà, anche a livello societario, dopo l\'addio del Cav. Fortunati, non mancano ma, con l\'arrivo al timone di Mario Migliorini si comincia ad intravedere uno spiraglio di luce.
Rinascita
Il nuovo presidente ed il suo staff centrano un\'entusiasmante accoppiata: nel campionato 1976-1977 arriva la promozione in serie D seguita l\'anno dopo dal salto nella tanta agognata serie C che, proprio in quell\'anno, si trasformerà nell\'attuale C2. Gli azzurri trovano una loro dimensione e si stabilizzano nella nuova categoria togliendosi anche delle belle soddisfazioni. Ma l\'emozione più grande è datata 1983/84: sotto la presidenza Riboni ed ai comandi di mister Villa, dopo lungo tempo, la squadra conquista la C
3c4
1 precedendo il Piacenza dopo un duello durato tutto l\'arco del campionato. La nuova categoria, come più volte verrà confermato in futuro, si dimostra particolarmente indigesta ai pavesi: il primo anno si conclude a metà classifica ma il secondo segna la retrocessione ed il ritorno in C2. Ma gli azzurri ci riprovano e centrano la rivincita al primo colpo: solo l\'Ospitaletto di Gigi Maifredi sopravanza gli azzurri ma la seconda piazza significa ritorno immediato nelle terza serie nazionale. La stagione seguente è a dir poco travagliata ed il finale è da bufera: un gol di Ricky Massara alla Reggiana nell\'ultima giornata di campionato sancisce la vittoria degli azzurri e la salvezza ma l\'estate porta brutte notizie. Il presidente Achilli viene squalificato a vita dalla FIGC con l\'accusa di aver corrotto un giocatore del Fano in occasione della vittoriosa trasferta degli azzurri sul campo dei granata. Alla squadra vengono comminati 5 punti di penali
3c4
zzazione che ne sanciscono l\'ennesima retrocessione. In C2, fuori gioco da ogni carica ufficiale Achilli, ricopre il ruolo di presidentessa la moglie Giusy: dopo un discreto 4° posto arriva ancora la promozione dopo il secondo posto alle spalle del Siena tra le cui riserve figura un giovanissimo Moreno Zocchi. L\'ennesimo ritorno in C1 è entusiasmante: gli azzurri vivono un campionato da protagonisti e solo due sconfitte, rimediate nelle ultime due giornate di campionato da Venezia e Chievo impediscono al Pavia di approdare nella Coppa Italia insieme alle società di A e B.
La crisi degli Anni\'90
Purtroppo l\'anno successivo è agli antipodi del precedente: la squadra è rivoluzionata, i pezzi migliori sono andati in A e B ed i nuovi non sono all\'altezza. Il risultato è un penultimo posto che rispedisce il sodalizio di via Alzaia in C2. È l\'inizio del declino. Dopo tre deludenti campionati vissuti a metà classifica (ma intrapresi con ben a
3c4
ltre ambizioni) arriva la mazzata della retrocessione in D dopo ben 18 anni passati tra i professionisti. A salvarci arriva provvidenziale il ripescaggio ma dopo un inizio brillante e qualche giornata in testa alla classifica la squadra inizia un veloce declino. Si decide tutto ai play-out ed a sorridere è la Solbiatese che condanna gli azzurri ai dilettanti e, stavolta, senza il salvagente del ripescaggio. Nel frattempo ad Achilli, emigrato a Livorno con una massiccia dote di giocatori pavesi, è subentrato Walter Rampini che prende in mano una situazione societaria disastrosa. Tuttavia si pensa che il Pavia in CND sia solo di passaggio: niente di più sbagliato. In una drammatica ultima partita contro l\'Atletico Sirio gli azzurri affondano: il gol di Facchetti non è sufficiente ed i sardi passano per 2-1. Incredibilmente è Eccellenza.
L\'era Calisti
Si riparte da zero ed il rischio di sparire per l\'ennesima volta è quanto mai concreto: a
1000
salvare la situazione ci pensa la famiglia Calisti.
Secondino Calisti, per tutti il Sig. Dino, con i figli Armando Calisti e Roberto Calisti, segnano una delle più belle pagine della storia del Pavia. Innanzitutto vengono ripianati i numerosi debiti ed il primo concreto segnale è stravincere il campionato di Eccellenza.Il compito di rifondare la squadra viene affidato a Marco Torresani, allenatore cremonese già vincitore a Fiorenzuola, Legnano e Montichiari, e al direttore sportivo Massimo Londrosi, pavese purosangue.traaaaaaaaaaaaaaaaaa!
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Quotidiano.net - “calcio dal basso” sbarca anche in Italia grazie a Squadramia
24Minuti - Il Sole 24 Ore



