Santarcangelo - La Storia
CORRE L'ANNO 1926 QUANDO ANCHE A SANTARCANGELO SI INIZIA A CORRERE DIETRO UNA SFERA DI CUOIO
Questa disciplina sportiva, come ebbe modo di scrivere nel suo libro “Storia del Calcio” Antonio Ghirelli, la più prolifica e prestigiosa firma assieme a Gianni Brera del giornalismo sportivo italiano, arriva in Italia attorno al 1899 ed era praticata per lo più da giovani studenti e da nobili che facevano il loro ingresso in campo con solini e polsi di camicia inamidati, dove l'arbitro era descritto come un povero forsennato che dirigeva le partite con urla e gesti, allora non si usava il fischietto e ai lati delle porte due distinti signori controllavano il goal.
Il “si gioca con qualunque tempo” veniva osservato anche allora, solo che c'era il particolare del portiere e dell'arbitro, ambedue avevano l'ombrello.
Niente spogliatoio, nessuna comodità.
Le prime trasferte, scrive Ghirelli, succedeva di organizzare il vettovagliamento come ad una comune scampagnata.
Curioso particolare di quel periodo riguarda l'azzurro Fossati, che avendo perduto le scarpe di gioco, scese in campo con le scarpe da passeggio in un torneo internazionale a Budapest.
In Romagna il football arriva a cavallo della grande guerra e sarà conosciuto come il gioco del pallone o più semplicemente “CALCIO”, in particolare a Santarcangelo inizierà ufficialmente nel lontano 1926.
Erano quelli tempi dove anche in Romagna eleganti signori con baffi e bastone iniziarono a calzare scomodissime scarpe, per correre dietro non solo ad un pezzo di cuoio tenuto assieme da cuciture fatte a mano con spago e pece, ma ad un sogno, quello del prestigio e della voglia di dire all'avversario “Noi siamo più forti di voi”.
I campi da gioco erano quelli polverosi ed aridi di periferia e a volte come riportato dal giornale “Il Popolo di Romagna”, gara Gasalini Forlì – U.S.G. Lombardini Santarcangelo, 4 maggio 1929, addirittura su un campo irto di pietre.
In questo scenario il Sig. Lombardini deciderà che anche Santarcangelo di Romagna debba avere la sua squadra di calcio. Nasce così l'U.S. LOMBARDINI.
I colori sociali scelti saranno il “Giallo-Bleu”. In seguito si aggiungeranno la “Cavea e il Gallo” simbolo il primo di fatica e abnegazione, di autorevolezza e fierezza il secondo.
Il primo campo da calcio se così si poteva definire, era situato in Via Montevecchi attuale parcheggio Francolini, per poi trasferirsi negli anni trenta nel campo della fiera e insediarsi definitivamente dai primi anni settanta nel nuovo centro sportivo di Via Della Resistenza.
Una storia quella di noi giallo-bleu, di successi, di delusioni, di vittorie ma anche di sonore sconfitte, ma una storia fatta sempre e comunque da uomini veri che a distanza di ottant'anni credono ancora in quel sogno.
(Depaolo Giacomini)
All'inizio della stagione 2004/2005 la Società cambia la ragione sociale da A.S. Santarcangiolese in A.S.D. SANTARCANGELO.
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