LUMEZZANE
Team ListStadio:
Stadio Comunale di Lumezzane
Capienza Stadio:
4150
Region:
Lombardia
Division:
C2 GIRONE A
Description:
A.C. Lumezzane spa
Via Magenta, 14 - 25066 Lumezzane P. (BS)
Tel. 030 8970083
Fax. 030 8978035
e-mail: stampa@lumezzanecalcio.it
illumecalcio@libero.it
Colori sociali: Rosso-Blu
Dati societari
Città: Lumezzane
Paese: Italia
Confederazione: UEFA
Federazione: FIGC
Fondazione: 1948
Presidente: Renzo Cavagna
Contatti:
Via Magenta 14 - 25066 Lumezzane (BS)
Via Magenta, 14 - 25066 Lumezzane P. (BS)
Tel. 030 8970083
Fax. 030 8978035
e-mail: stampa@lumezzanecalcio.it
illumecalcio@libero.it
Colori sociali: Rosso-Blu
Dati societari
Città: Lumezzane
Paese: Italia
Confederazione: UEFA
Federazione: FIGC
Fondazione: 1948
Presidente: Renzo Cavagna
Contatti:
Via Magenta 14 - 25066 Lumezzane (BS)
Story:
GLI ALBORI
L'Associazione Calcio Lumezzane vede la luce nel 1948, militando nel campionato di seconda Divisione, con presidente Ferruccio Gnutti. Fu quello un anno solare importantissimo per il movimento calcistico di tutta la Valle, anche perchè venne costruito il glorioso stadio "Rossaghe", che divenne negli anni a seguire, teatro di memorabili partite, segnando la storia di questo club e in parte anche del movimento calcistico bresciano.
Da allora anni intensi, ricchi di emozioni particolari, con gli ultimi dieci protagonisti nel calcio che conta, quello professionistico; prima in serie C2 per quattro stagioni poi nove anni in C1, dove si è arrivati a sfiorare una possibile promozione in B, che avrebbe veramente lanciato nel calcio maggiore i valgobbini.
Questo racconto si snoderà ricordando gli avvenimenti, le stagioni, le gesta più importanti che hanno caratterizzato la vita di questa società. Per questo motivo va ricordata la prima promozione assoluta, avvenuta nel lontano campionato 1950 -1951, con Natale Bonomi, al timone della presidenza, e allenatore Aldo Dusi, quella squadra conquistò 44 punti, precedendo in classifica generale il Bedizzole a quota 40.
Fu l'anno di Tullio e Sergio Saleri (fotografia a sinistra), capaci di realizzare rispettivamente 41 e 17 reti. Protagonisti furono anche Zanchigiani, Bonetta, Bonfiglio, Casari e il fortissimo mediano Francesco Gorini. La permanenza in Prima Divisione durò solo una stagione, tanto che al termine di quel campionato, classificandosi terzi, ci fu il salto di categoria, raggiungendo il campionato Promozione.
A seguire due anni in categoria e poi una nuova promozione in Quarta categoria.
Correva la stagione 1954-55, sembrava quasi impossibile per questa società valgobbina, nata da solo 6 anni, aver raggiunto, in così poco tempo, un campionato tanto difficile con avversari come la Reggiana, Ravenna, Mantova, Verona, Fidenza e Carpi. Ma è proprio allora che si apre un periodo buio nella storia rossoblu: con solo 26 punti in 34 partite si scrive la pagina di una retrocessione nel campionato di Promozione, ma è l'addio alla presidenza dello storico presidente Natale Bonomi (fotografia a destra), stanco di spendere e non più sorretto dal calore del pubblico a sancire la scomparsa momentanea di questa squadra dal panorama calcistico nazionale.
L'impossibile quindi accadde, e per cinque lunghi anni non ci fu più calcio per quelle casacche rossoblu.
Ma la passione verso questo sport trascinò un curato, don Federico Guerini e tanti ragazzi appassionati a ripartire dalla Terza Categoria, grazie al presidente Guido Bugatti, e all'allenatore Mario Zanchigiani. Fu subito promozione, con il primo posto davanti al Montichiari, per un solo punto.
Era la stagione 1961-62, il ritorno in campo con quella promozione in Seconda Categoria convince tutti, e da quel momento parte la lunga rincorsa durata poi 30 anni verso il calcio professionistico.
Nel corso di questi anni si alterneranno alla presidenza della Società : Ilario Bonomi, Giovanni Picchi, Geromino Camozzi, Marcello Bonomi, Carlo Bonomi, Evaristo Bertoli (fotografia a sinistra) Aldo Bonomi, Gianbortolo Pozzi sino all’attuale Renzo Cavagna dallo scorso giugno al timone.
C'è voluta tanta volontà, tanto amore in anni difficili, per sostenere una squadra che per alcune stagioni dovette esiliare in un centro sportivo cittadino per giocare le partite casalinghe.
Si partiva sempre, alla vigilia di ogni campionato, con l'ambizione di poter centrare una promozione, ma c'era qualcosa che penalizzava sempre l'undici rossoblu.
Era l'impossibilità di giocare nel proprio stadio, in una struttura occupata da quei tifosi gioiosi che potevano incitare e far valere il fattore "campo" . Ma arrivò anche il momento della svolta, nel 1988 con l'inaugurazione dell'attuale stadio Comunale, sito in localita Pieve, che lanciò definitivamente ogni velleità di grande calcio di questa Valle, che sino a quel momento era conosciuta agli occhi del mondo solo per le sue grandi qualita imprenditoriali.
IL PROFESSIONISMO
Da quel 1988 prende il via la scalata verso quella serie C che verrà raggiunta 5 anni più tardi. Si comincia con una promozione dall'Interregionale al termine della stagione 1988-'89, con Carlo Bonomi presidente (fotografia a sinistra) e Oriente Tortello allenatore. La serie C2 viene raggiunta nella stagione 1992-'93, con il bergamasco Oscar Piantoni in panchina, e Evaristo Bertoli alla presidenza. Dura 4 anni la presenza in C2 del Lume, prima con Guido Settembrino in panchina, poi, dopo l'addio di quest'ultimo, con Piero Trainini per 3 stagioni che risulteranno intense, sempre al vertice della classifica, con altri spareggi persi e la C1 che sembrava una chimera irragiungibile. Ma le porte della terza categoria nazionale si spalancarono domenica 15 maggio 1997, con il pareggio interno contro il Cittadella per 1-1, che assegna alla squadra del presidente Aldo Bonomi il punto della matematica promozione in C1. Il gol storico viene firmato dal piccolo Salvi dopo 30 minuti: e il visto che permette l'ingresso in C1 (in fotografia la gioia a fine partita).
Era quella una squadra pilotata in panchina da Piero Trainini e diretta con maestria da una società che non volle lesinare in ogni sforzo economico nell'allestire questo gruppo vincente di giocatori che, nella stagione successiva seppero far valere le loro qualità, sebbene matricole, anche in serie C1.
Per due stagioni consecutive vengono raggiunti i play-off promozione e, mentre nel '97-'98 e la Cremonese che nelle semifinali supera il Lume di Gustinetti, nella stagione '98-'99 viene raggiunta la finale da disputare con la Pistoiese. Sulla panchina siede Alessandro Scanziani, artefice di una prodigiosa rimonta nella seconda parte del campionato. Tutto sembra essere pronto per il grande salto verso la B, ma succede il fattaccio, qualcosa che non ha nulla a che vedere con il calcio giocato, e si resta impotenti davanti ad un sopruso, ad un torto ancora oggi duro da digerire. Ma la vita continua, si volta pagina e si arriva quindi al 24 maggio 2002 quando, con le dimissioni presentate dall'ex presidente Aldo Bonomi al consiglio dei soci, viene eletto come suo successore Giambattista Prandelli. E' il tredicesimo presidente del sodalizio valgobbino. Ma il suo mandato dura soltanto sette mesi. Il 24 febbraio 2003 viene eletto dal consiglio d'amministrazione il suo successore: Gianbortolo Pozzi, già direttore generale del sodalizio valgobbino.
Tre anni seduto sulla poltrona più importante di una società che, con la sua presidenza, sfiora per la seconda volta nella sua storia la promozione in serie B.
E per la seconda volta viene scippata del meritato premio. Di nuovo a decidere le sorti di un campionato non è il valore dei giocatori in campo, ma qualcos’altro…
E’ il 20 giugno 2004 il giorno della maledetta finale con il Cesena. Dopo, il peso della nuova ingiustizia subita sembra essere troppo gravoso.
La storia di questa squadra rischia di finire in quei giorni. La società, tre mesi più tardi e in coda ad una riunione con tutti i soci, decide di rispettare i contratti non ancora in scadenza, senza però intervenire sul mercato. Anzi, cede i pezzi migliori e inizia il suo ottavo campionato in C1 con un organico ricco di
giovani promossi dalle giovanili. Ma questa volta il destino si ricorda dei colori cari al cuore valgobbino, e l’impensabile si avvera con due domeniche di anticipo rispetto alla conclusione del campionato 2004-2005. Il Lumezzane saluta una salvezza inimmaginabile, e, nonostante ciò che era successo dodici mesi prima resti un ricordo ancora difficile da accettare, riaffiorano sintomi di un entusiasmo che sembrava ormai perso. Viene allestita una squadra sulla carta
più dotata: purtroppo solo sulla carta...
Il confermato Marco Rossi non riesce nell’impresa agguantata un anno prima. Viene esonerato, gli subentra Valter Salvioni, ma lo spareggio play –out con la Sambenedettese consegna la retrocessione in C2, dopo nove stagioni consecutive in C1. La presidenza Pozzi conosce la sua conclusione in una serata
estiva: è giovedi 6 luglio. Il consiglio dei soci elegge Renzo Cavagna. Il nuovo Presidente inizia il suo mandato all’insegna della continuità. Senza disperdere quanto costruito dai suoi predecessori, ma con la consapevolezza e la volontà di chi e a conoscenza delle possibili difficoltà che incontrerà strada facendo,
nel tentativo di riportare questo Lumezzane nella categoria superiore che gli compete.
E la storia rossoblu continua….
L'Associazione Calcio Lumezzane vede la luce nel 1948, militando nel campionato di seconda Divisione, con presidente Ferruccio Gnutti. Fu quello un anno solare importantissimo per il movimento calcistico di tutta la Valle, anche perchè venne costruito il glorioso stadio "Rossaghe", che divenne negli anni a seguire, teatro di memorabili partite, segnando la storia di questo club e in parte anche del movimento calcistico bresciano.
Da allora anni intensi, ricchi di emozioni particolari, con gli ultimi dieci protagonisti nel calcio che conta, quello professionistico; prima in serie C2 per quattro stagioni poi nove anni in C1, dove si è arrivati a sfiorare una possibile promozione in B, che avrebbe veramente lanciato nel calcio maggiore i valgobbini.
Questo racconto si snoderà ricordando gli avvenimenti, le stagioni, le gesta più importanti che hanno caratterizzato la vita di questa società. Per questo motivo va ricordata la prima promozione assoluta, avvenuta nel lontano campionato 1950 -1951, con Natale Bonomi, al timone della presidenza, e allenatore Aldo Dusi, quella squadra conquistò 44 punti, precedendo in classifica generale il Bedizzole a quota 40.
Fu l'anno di Tullio e Sergio Saleri (fotografia a sinistra), capaci di realizzare rispettivamente 41 e 17 reti. Protagonisti furono anche Zanchigiani, Bonetta, Bonfiglio, Casari e il fortissimo mediano Francesco Gorini. La permanenza in Prima Divisione durò solo una stagione, tanto che al termine di quel campionato, classificandosi terzi, ci fu il salto di categoria, raggiungendo il campionato Promozione.
A seguire due anni in categoria e poi una nuova promozione in Quarta categoria.
Correva la stagione 1954-55, sembrava quasi impossibile per questa società valgobbina, nata da solo 6 anni, aver raggiunto, in così poco tempo, un campionato tanto difficile con avversari come la Reggiana, Ravenna, Mantova, Verona, Fidenza e Carpi. Ma è proprio allora che si apre un periodo buio nella storia rossoblu: con solo 26 punti in 34 partite si scrive la pagina di una retrocessione nel campionato di Promozione, ma è l'addio alla presidenza dello storico presidente Natale Bonomi (fotografia a destra), stanco di spendere e non più sorretto dal calore del pubblico a sancire la scomparsa momentanea di questa squadra dal panorama calcistico nazionale.
L'impossibile quindi accadde, e per cinque lunghi anni non ci fu più calcio per quelle casacche rossoblu.
Ma la passione verso questo sport trascinò un curato, don Federico Guerini e tanti ragazzi appassionati a ripartire dalla Terza Categoria, grazie al presidente Guido Bugatti, e all'allenatore Mario Zanchigiani. Fu subito promozione, con il primo posto davanti al Montichiari, per un solo punto.
Era la stagione 1961-62, il ritorno in campo con quella promozione in Seconda Categoria convince tutti, e da quel momento parte la lunga rincorsa durata poi 30 anni verso il calcio professionistico.
Nel corso di questi anni si alterneranno alla presidenza della Società : Ilario Bonomi, Giovanni Picchi, Geromino Camozzi, Marcello Bonomi, Carlo Bonomi, Evaristo Bertoli (fotografia a sinistra) Aldo Bonomi, Gianbortolo Pozzi sino all’attuale Renzo Cavagna dallo scorso giugno al timone.
C'è voluta tanta volontà, tanto amore in anni difficili, per sostenere una squadra che per alcune stagioni dovette esiliare in un centro sportivo cittadino per giocare le partite casalinghe.
Si partiva sempre, alla vigilia di ogni campionato, con l'ambizione di poter centrare una promozione, ma c'era qualcosa che penalizzava sempre l'undici rossoblu.
Era l'impossibilità di giocare nel proprio stadio, in una struttura occupata da quei tifosi gioiosi che potevano incitare e far valere il fattore "campo" . Ma arrivò anche il momento della svolta, nel 1988 con l'inaugurazione dell'attuale stadio Comunale, sito in localita Pieve, che lanciò definitivamente ogni velleità di grande calcio di questa Valle, che sino a quel momento era conosciuta agli occhi del mondo solo per le sue grandi qualita imprenditoriali.
IL PROFESSIONISMO
Da quel 1988 prende il via la scalata verso quella serie C che verrà raggiunta 5 anni più tardi. Si comincia con una promozione dall'Interregionale al termine della stagione 1988-'89, con Carlo Bonomi presidente (fotografia a sinistra) e Oriente Tortello allenatore. La serie C2 viene raggiunta nella stagione 1992-'93, con il bergamasco Oscar Piantoni in panchina, e Evaristo Bertoli alla presidenza. Dura 4 anni la presenza in C2 del Lume, prima con Guido Settembrino in panchina, poi, dopo l'addio di quest'ultimo, con Piero Trainini per 3 stagioni che risulteranno intense, sempre al vertice della classifica, con altri spareggi persi e la C1 che sembrava una chimera irragiungibile. Ma le porte della terza categoria nazionale si spalancarono domenica 15 maggio 1997, con il pareggio interno contro il Cittadella per 1-1, che assegna alla squadra del presidente Aldo Bonomi il punto della matematica promozione in C1. Il gol storico viene firmato dal piccolo Salvi dopo 30 minuti: e il visto che permette l'ingresso in C1 (in fotografia la gioia a fine partita).
Era quella una squadra pilotata in panchina da Piero Trainini e diretta con maestria da una società che non volle lesinare in ogni sforzo economico nell'allestire questo gruppo vincente di giocatori che, nella stagione successiva seppero far valere le loro qualità, sebbene matricole, anche in serie C1.
Per due stagioni consecutive vengono raggiunti i play-off promozione e, mentre nel '97-'98 e la Cremonese che nelle semifinali supera il Lume di Gustinetti, nella stagione '98-'99 viene raggiunta la finale da disputare con la Pistoiese. Sulla panchina siede Alessandro Scanziani, artefice di una prodigiosa rimonta nella seconda parte del campionato. Tutto sembra essere pronto per il grande salto verso la B, ma succede il fattaccio, qualcosa che non ha nulla a che vedere con il calcio giocato, e si resta impotenti davanti ad un sopruso, ad un torto ancora oggi duro da digerire. Ma la vita continua, si volta pagina e si arriva quindi al 24 maggio 2002 quando, con le dimissioni presentate dall'ex presidente Aldo Bonomi al consiglio dei soci, viene eletto come suo successore Giambattista Prandelli. E' il tredicesimo presidente del sodalizio valgobbino. Ma il suo mandato dura soltanto sette mesi. Il 24 febbraio 2003 viene eletto dal consiglio d'amministrazione il suo successore: Gianbortolo Pozzi, già direttore generale del sodalizio valgobbino.
Tre anni seduto sulla poltrona più importante di una società che, con la sua presidenza, sfiora per la seconda volta nella sua storia la promozione in serie B.
E per la seconda volta viene scippata del meritato premio. Di nuovo a decidere le sorti di un campionato non è il valore dei giocatori in campo, ma qualcos’altro…
E’ il 20 giugno 2004 il giorno della maledetta finale con il Cesena. Dopo, il peso della nuova ingiustizia subita sembra essere troppo gravoso.
La storia di questa squadra rischia di finire in quei giorni. La società, tre mesi più tardi e in coda ad una riunione con tutti i soci, decide di rispettare i contratti non ancora in scadenza, senza però intervenire sul mercato. Anzi, cede i pezzi migliori e inizia il suo ottavo campionato in C1 con un organico ricco di
giovani promossi dalle giovanili. Ma questa volta il destino si ricorda dei colori cari al cuore valgobbino, e l’impensabile si avvera con due domeniche di anticipo rispetto alla conclusione del campionato 2004-2005. Il Lumezzane saluta una salvezza inimmaginabile, e, nonostante ciò che era successo dodici mesi prima resti un ricordo ancora difficile da accettare, riaffiorano sintomi di un entusiasmo che sembrava ormai perso. Viene allestita una squadra sulla carta
più dotata: purtroppo solo sulla carta...
Il confermato Marco Rossi non riesce nell’impresa agguantata un anno prima. Viene esonerato, gli subentra Valter Salvioni, ma lo spareggio play –out con la Sambenedettese consegna la retrocessione in C2, dopo nove stagioni consecutive in C1. La presidenza Pozzi conosce la sua conclusione in una serata
estiva: è giovedi 6 luglio. Il consiglio dei soci elegge Renzo Cavagna. Il nuovo Presidente inizia il suo mandato all’insegna della continuità. Senza disperdere quanto costruito dai suoi predecessori, ma con la consapevolezza e la volontà di chi e a conoscenza delle possibili difficoltà che incontrerà strada facendo,
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Gazzetta dello Sport - Arriva la squadra di calcio acquistata e gestita dai tifosi on line.
Quotidiano.net - “calcio dal basso” sbarca anche in Italia grazie a Squadramia
24Minuti - Il Sole 24 Ore



