ALESSANDRIA

Team List
Stadio:
Giuseppe Moccagatta


Capienza Stadio:
4981


Region:
Piemonte


Division:
C2 GIRONE B


Description:
Sede dell\\\'U.S. Alessandria 1912

Indirizzo: Spalto Rovereto, 28 - 15100 Alessandria
Indirizzo postale: Via Bellini, 5 - 15100 Alessandria
Telefono: 0131 224750
Fax: 0131 224780
E-mail: info@alessandriacalcio.it

Stadio:Giuseppe Moccagatta
Anno di costruzione: 1929
Misure terreno di gioco: 108 x 68,40 metri


www.alessandriacalcio.it



Story:
L\\\'Alessandria del 1912, in maglia
bianco-azzurra

Già sul finire del XIX secolo il calcio era arrivato ad Alessandria: nel 1896 nacque l\\\'Unione Pro Sport Alessandria, seguita nello stesso anno dalle squadre di football delle società ginniche Forza e Concordia, i cui atleti indossavano maglie grigio scure, e Forza e Coraggio dai colori sociali grigio perla-bianco. L\\\'Unione Pro Sport partecipò tra il 1897 e il 1898 ad alcuni tornei amichevoli con le squadre di Torino e Genova. Nel 1898 rifiutò la proposta di far parte della neonata F.I.F. (Federazione Italiana del Football), preferendo rimanere nell\\\'orbita dei tornei organizzati dalla Federazione Italiana di Ginnastica.
Fu nel 1912 che la società sportiva Forza e Coraggio prese l\\\'importante decisione di allestire una squadra che disputasse finalmente il Campionato Nazionale. Il 18 febbraio fu fondato il Foot Ball Club Alessandria: le firme dell\\\'atto costitutivo furono quelle di Enrico Badò, Amilcare Savojardo e Alfredo Ratti, che fu nominato primo presidente. Le prime maglie, acquistate dalla Vigor di Torino, erano di seconda mano, bianche e azzurre, a tre grandi strisce verticali. La squadra venne iscritta al Campionato di Promozione del 1912-13, ottenendo subito un posto nella prima categoria del Campionato Nazionale dopo aver battuto la Vigor Torino per 3 a 0 nello spareggio giocato a Novara. Nello stesso anno, il magnate del ciclismo Giovanni Maino regalò ai giocatori undici maglie grigie come quelle della sua squadra, per il quale correva, tra gli altri, Costante Girardengo.



I primi Campionati Nazionali e il dopoguerra

Nel 1913 entrò in squadra il giocatore-allenatore inglese George Smith, proveniente dalle file del Genoa: egli si rivelò un grande maestro di calcio e, grazie a lui, esplosero negli anni Venti campioni come Adolfo Baloncieri e Carlo Carcano, che negli anni Trenta allenò la Juventus dei cinque scudetti consecutivi e che fu il primo giocatore grigio a vestire la maglia della Nazionale. Già nel 1914-15 la squadra piemontese ben figurò, mancando l\\\'ammissione al Girone Finale per due soli punti.
Nel primo dopoguerra l\\\'Alessandria continuò a migliorare le sue prestazioni: nel campionato 1919-20 s\\\'impose nettamente nel girone eliminatorio per fermarsi poi di fronte al Genoa in semifinale. Nel novembre del 1920, il Foot Ball Club Alessandria si fuse con un\\\'altra squadra cittadina, l\\\'Unione Sportiva Alessandrina, fondata nel 1915: assunse la denominazione di Unione Sportiva e mantenne la maglia grigia. Al termine della stagione 1920-21 il club ottenne l\\\'ammissione alla semifinale per il Nord-Italia dopo un vittorioso spareggio giocato a Milano contro il Modena. Il 10 luglio 1921 si disputò dunque la gara che avrebbe decretato il nome della squadra destinata a giocare la finale per il Nord Italia (la vincitrice della quale avrebbe a sua volta incontrato il Pisa nella finale nazionale) contro il Bologna; l\\\'Alessandria si arrese, a Torino, alla Pro Vercelli in una gara violenta e aspramente contestata dai giocatori grigi che, dopo un grave infortunio alla testa occorso a Carcano, scelsero di ritirarsi per protesta dopo appena un\\\'ora di gioco, sul risultato di 0-4.
Negli anni successivi l\\\'Alessandria continuò a sfoderare ottime prestazioni, senza però mai riuscire a piazzare lo scatto decisivo per la conquista di uno scudetto: il campionato era dominato dalla Pro Vercelli e del Genoa, dal Bologna e delle torinesi.


La Coppa CONI, lo scudetto mancato e la Serie A

L\\\'Alessandria che arrivò 6. in Serie A nel 1930.


Nel 1927, dopo un deludente campionato al termine del quale la salvezza dalla retrocessione in I Divisione era arrivata solamente dopo una serie di spareggi vinta contro Pisa, Legnano e Novara, arrivò il primo trofeo, vinto con in campo i futuri Campioni del mondo Giovanni Ferrari e Luigi Bertolini e con Carlo Carcano in panchina: la Coppa CONI, una sorta di Coppa Italia ante litteram, conquistata dopo una doppia finale contro i cugini del Casale (2-1 ad Alessandria e 1-1 a Casale Monferrato). Nello stesso anno iniziarono i lavori per la costruzione del nuovo stadio.
Nel 1928 l\\\'Alessandria sfiorò la conquista lo scudetto; superata la prima fase del campionato, nel girone finale a otto squadre i lanciatissimi grigi si ritrovarono a lottare per il titolo contro il Torino dell\\\'ex Baloncieri. Fu però una pesante, inopinata sconfitta subita sul campo di un Casale ultimo in classifica a cancellare i sogni di gloria della squadra di Carcano, alla quale non bastò sconfiggere il Torino nello scontro diretto per riaggangiarlo in vetta; il portiere alessandrino Curti, sospettato da più parti di aver organizzato una combine con i monferrini, fu presto ceduto. Del resto, non fu ritenuto necessario dalle autorità, già pesantemente screditate dopo la bufera che aveva travolto il mondo del calcio dopo il \\\"Caso Allemandi\\\", aprire indagini sul derby del 1 luglio e sul suo misterioso andamento.
Al termine del campionato campionato 1928-29 la squadra piemontese venne ammessa al primo campionato di Serie A (1929-30); in occasione della prima giornata fu finalmente inaugurato lo Stadio \\\"Littorio\\\", successivamente intitolato, nel 1946, al sindaco di Alessandria e presidente della società Giuseppe Moccagatta. L\\\'esordio sul nuovo campo di gioco, il 6 ottobre 1929, vide i grigi battere la Roma; l\\\'Alessandria, terminato il girone d\\\'andata ad un passo dal titolo di Campione d\\\'inverno, concluse al sesto posto, miglior risultato di sempre, eguagliato nel 1931-32 (allenatore Karl Sturmer), stagione del record di punti in Serie A.
All\\\'inizio degli anni Trenta diversi giocatori lasciarono la società, ancora legata al dilettantismo, per migrare verso grandi centri. La conseguenza fu che, se nel 1928 erano stati due i giocatori alessandrini a festeggiare con la Nazionale la vittoria della medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Amsterdam, ovvero il centrocampista Banchero e il terzino di riserva Viviano (oltre a Baloncieri, allora di proprietà del Torino), alla vittoria dei Campionati Mondiali del 1934 e del 1938 parteciparono solamente ex-grigi, come Ferrari e Bertolini, grazie ai quali la Juventus, che aveva ingaggiato anche Carlo Carcano come allenatore, accrebbe notevolmente le sue potenzialità. L\\\'Alessandria non andò, per diversi anni, oltre posizioni di centro-classifica.
Nel 1936 la squadra raggiunse, dopo aver battuto Cremonese, Modena, Lazio e Milan, la finale di Coppa Italia, giocata a Genova l\\\'11 giugno 1936 e persa per 5-1 contro il Torino. Nell\\\'estate del \\\'36 fu la Lazio, che dopo aver già soffiato Piola alla Pro Vercelli era allora in procinto di allestire una squadra che potesse puntare alla vittoria dello scudetto, a offrire alla squadra grigia la considerevole cifra di 400.000 lire per i tre promettenti centrocampisti Busani, Riccardi e Milano: i dirigenti grigi accettarono, ma la squadra non fu più all\\\'altezza delle aspettative e crollò per la prima volta in Serie B al termine del campionato 1936-37.


La Serie B e il secondo dopoguerra
La prima stagione tra i cadetti terminò con una nuova delusione: dopo aver guidato la classifica per gran parte del torneo, la squadra grigia andò in contro a un\\\'inspiegabile crisi di risultati nel finale, venendo così raggiunta in testa dal Modena e dal Novara. Fu proprio la squadra azzurra a completare la rimonta, espugnando Alessandria all\\\'ultima giornata, il 5 giugno 1938; neanche gli spareggi, disputati a Milano e a Torino, risollevarono le sorti della formazione grigia, che perse entrambe le partite e vide le altre due contendenti passare direttamente in Serie A. A partire da quel momento, l\\\'Alessandria non riuscì più a inserirsi in modo concreto; anche le belle aspettative nate dopo l\\\'ottimo inizio del campionato 1941-42, con allenatore Baloncieri, furono funestate nel girone di ritorno: la squadra precipitò al decimo posto. Nel 1943 i campionati vennero sospesi a causa della guerra.



L\\\'Alessandria 1945-46, vincitrice del campionato misto Serie B-C

Nella stagione 1945-46 l\\\'Alessandria, guidata dagli allenatori Renato Cattaneo e Mario Sperone, partecipò al campionato di Promozione, un torneo a cui presero parte squadre di Serie B e C dell\\\'Italia Settentrionale, disputato in un clima molto teso a causa delle intemperanze dei tifosi: fu in quel periodo che si riaccese quel \\\"campanilismo\\\" che il Fascismo aveva tentato in ogni modo di sopire per riunire il popolo sotto l\\\'unico vessillo italiano. Alcuni incidenti, oltre che a Biella e Busto Arsizio, ci furono anche ad Alessandria, quando il 3 febbraio 1946, al termine della gara casalinga persa per 2 a 3 contro il Piacenza, la polizia fu costretta a chiamare due autoblinde per sedare le intemperanze della tifoseria alessandrina, che si era scagliata contro il direttore di gara. L\\\'Alessandria, comunque, vinse nettamente sia il girone eliminatorio che quello finale, riottenendo così un posto in Serie A per la stagione 1946-47, quella che sancì il ritorno al girone unico. La permanenza in massima serie non portò risultati particolarmente entusiasmanti e durò appena due stagioni. Il 2 maggio 1948 il club subì quella che rimane ancora oggi la più pesante sconfitta mai patita da una squadra in una partita del campionato a girone unico, in Torino-Alessandria 10-0; l\\\'infierire dei granata sugli ospiti nell\\\'ultimo quarto d\\\'ora fu dovuto, pare, a uno screzio tra Valentino Mazzola e un tifoso che lo sbeffeggiava da bordo campo. Al termine di quel campionato, i grigi fecero ritorno in Serie B.
Proprio negli anni Quaranta, l\\\'Alessandria fu protagonista di un episodio curioso quando, prima di una partita contro il Venezia, l\\\'arbitro ordinò a una delle due squadre di cambiare divisa, poiché, a suo parere, la maglia grigia non si distingueva da quella nera degli avversari. Dopo la gara, la FIGC chiese all\\\'arbitro di sottoporsi a una visita oculistica, dalla quale risultò daltonico: la visita divenne allora obbligatoria per tutti gli arbitri. Sempre in questi anni, il club lanciò il giovane talento Gino Armano, che si fece poi strada nelle file dell\\\'Inter.
Sul finire degli anni Quaranta e nel corso dei primi anni anni Cinquanta si alternarono anni di serie cadetta ai primi campionati in C, dopo la sfortunata retrocessione del 1950.

Le ultime stagioni in Serie A e il declino

L\\\'Alessandria del 1959-60, stagione dell\\\'esordio nelle Coppe Europee e dell\\\'ultimo campionato di Serie A.

Pochi mesi dopo l\\\'avvento alla presidenza della famiglia Sacco, l\\\'Alessandria fece ritorno in Serie A. Accadde al termine del combattuto campionato 1956-57, dopo aver concluso positivamente la rimonta sul Catania e dopo uno spareggio giocato a Milano, vinto dopo i tempi supplementari contro il Brescia. Nel 1959 esordì con la maglia grigia un altro giovanissimo campione, Gianni Rivera, che l\\\'anno dopo vestì, appena sedicenne, la maglia da titolare. Da incorniciare uno spettacolare gol segnato al Napoli e preceduto da un rapido slalom tra i difensori partenopei: dopo la rete, il vice-allenatore e pigmalione Franco Pedroni si mise a piangere. Sempre nell\\\'annata 1959-60 l\\\'Alessandria esordì in una competizione internazionale, affrontando il Velež di Mostar in Coppa Mitropa.
Ma proprio quella rimane ancora oggi l\\\'ultima stagione nella massima categoria per l\\\'Alessandria, che retrocesse in Serie B al termine del campionato, a tre anni dallo spareggio di Milano. Ancora una volta alla caduta in B non seguì un\\\'immediata riscossa; nonostante la vena realizzativa dei capocannonieri dei campionati 1960-61 e 1961-62 Giovanni Fanello e Renzo Cappellaro, la squadra non andò oltre posizioni di centro-classifica. Durante il periodo di permanenza tra i cadetti i grigi parteciparono a due edizioni della Coppa delle Alpi (1960 e 1962, nella quale raggiunsero le semifinali), torneo dedicato inizalmente a squadre europee delle serie minori. Nel 1967 l\\\'Alessandria cadde in Serie C.
In occasione dell\\\'800° anniversario dalla fondazione della città di Alessandria, nel 1968, la società invitò la squadra brasiliana del Santos a disputare una gara amichevole allo Stadio Moccagatta. L\\\'incontro venne disputato il 12 giugno e fu vinto dai sudamericani per 2-0: tra i gol, quello di Pelé, che uscì dallo stadio indossando la maglia numero 10 dell\\\'Alessandria, tra i tifosi in visibilio.
Nei primi anni Settanta, l\\\'Alessandria fallì per tre volte consecutive la promozione in Serie B in modo rocambolesco. Seppe consolarsi, comunque, vincendo la prima edizione della Coppa Italia Semiprofessionisti, nel 1973, quando superò nell\\\'ordine Asti Macobi, Savona, Derthona, Pro Vercelli, Spezia, Modena e, infine, l\\\'Avellino, sconfitto per 4-2 dopo i tempi supplementari nella finale disputata al \\\"Flaminio\\\" di Roma, interrotta poi a pochi minuti dalla fine per incidenti sugli spalti. La promozione tra i cadetti arrivò, finalmente, vincendo la Serie C 1973-74.


L\\\'ultimo trentennio: la Serie C, il fallimento e la rinascita

La permanenza in B durò una sola stagione e, a quindici anni dall\\\'addio alla Serie A, sfuggì definitivamente anche la categoria cadetta: nonostante un buon inizio (all\\\'esordio i grigi espugnarono il campo di un Como destinato alla promozione), uno spareggio-thriller disputato ancora a San Siro e perso contro la Reggiana costò alla squadra il ritorno in C. A partire da quel momento i grigi diventarono una presenza fissa in quella categoria per quasi trent\\\'anni. Per la stagione 1986-87 la squadra, colpita da gravi problemi societari dopo l\\\'abbandono della famiglia Calleri, fu sostenuta per un certo periodo del campionato di Serie C2 dall\\\'allora presidente della Massese Bertoneri, che progettava di estendere i suoi interessi a più di un club (aveva tentato di imbastire trattative anche con le dirigenze di Prato e Carrarese): l\\\'impegno di quest\\\'ultimo non bastò al club e i grigi retrocessero per la prima volta in Interregionale, salvo poi venire ripescati successivamente, nell\\\'estate 1987, per la rinuncia del Montebelluna.
Fu sempre in quell\\\'anno che arrivò a capo della società l\\\'industriale valenzano Gino Amisano, che legò così il suo nome al club per quasi quindici anni; in questo lasso di tempo la squadra ottenne per due volte la promozione in Serie C1 (nel 1988-89 e nel 1990-91, con vittoria del campionato) e, al termine della stagione 1995-96, mancò per un punto la qualificazione ai play-off per la Serie B, malgrado la vittoria sul Ravenna capolista. Nel 1998, al termine di un campionato combattuto, l\\\'Alessandria retrocesse nuovamente in Serie C2, sopraffatta ai play-out dalla Pistoiese.
Le speranze di una risalita, maturate al termine del felice campionato 1999-00, che conobbe il suo apice nella vittoriosa finale dei play-off vinta a Reggio Emilia contro il Prato, si affievolirono l\\\'anno dopo, a causa della rapida ridiscesa in C2. Infine, al clamoroso esito del campionato 2001-02, con i grigi che, prima, sperperarono nelle ultime giornate, a beneficio del Prato, l\\\'abbondante vantaggio accumulato nei primi due terzi del torneo e, successivamente, persero la semifinale dei play-off a causa di una larga e inopinata sconfitta interna contro la meno quotata Sangiovannese, si aggiunse il triste epilogo dell\\\'anno successivo: al termine del campionato 2002-03 la società, dopo anni di delusioni sportive e di tribolati passaggi di proprietà che coinvolsero anche il patron del Livorno ed ex-presidente del Genoa Spinelli, retrocesse tra i Dilettanti, prima di fallire il 18 agosto 2003 per inadempienze economiche.
Dalle ceneri nacque inizialmente, per iniziativa del Comune di Alessandria e nonostante la forte contrarietà della tifoseria alessandrina, una nuova società, la Nuova Alessandria 1912, che ripartì dall\\\'Eccellenza Regionale. Nel 2004, con gli acquisti del titolo sportivo e, successivamente, del marchio originale, il club in maglia maglia grigia fece il suo ritorno nel calcio italiano, risalendo con facilità nel campionato di Serie D, competizione nella quale milita attualmente con l\\\'ambizione di fare ritorno tra i professionisti. Al momento l\\\'US Alessandria è nettamente in testa al gruppo nel Girone A della Serie D, e è divenuta campione d\\\'inverno con una giornata d\\\'anticipo.



I campionati in breve

1912: Fondazione dell\\\'Alessandria Foot Ball Club.
1912-13: 1. nel girone ligure-piemontese del Campionato di Promozione - Promossa nel Campionato Nazionale.
1913-14: 5. nel girone ligure-piemontese del Campionato Nazionale I Divisione.
1914-15: 2. nel girone A italia settentrionale del Campionato Nazionale I Divisione. 2. nel girone semifinale (non ammessa al girone finale).
1915-19: Attività sospesa per motivi bellici.
1919-20: 1. nel girone B italia settentrionale (Piemonte) del Campionato Nazionale I Divisione. 3. nel girone semifinale (non ammessa al girone finale). Vince la Coppa Brezzi battendo il Casale (3-2).
1920: Fusione tra Alessandria Foot Ball Club e Unione Sportiva Alessandrina - Nasce l\\\'Unione Sportiva Alessandria Calcio (settembre 1920).
1920-21: 1. nel girone B italia settentrionale (Piemonte) del Campionato Nazionale I Divisione. Si qualifica per la finale italia settentrionale vincendo lo spareggio con il Modena (4-0). Perde la finale italia settentrionale contro la Pro Vercelli (0-4).
1921-22: 2. nel girone B della Lega Nord - Campionato Nazionale I Divisione (C.C.I.). Non si qualifica per le finali.
1922-23: 1. nel girone C della Lega Nord - Campionato Nazionale I Divisione a pari merito con il Padova. Perde lo spareggio contro il Padova (1-2) per l\\\'ammissione alla fase finale.
1923-24: 5. nel girone A della Lega Nord - Campionato Nazionale I Divisione.
1924-25: 5. nel girone B della Lega Nord - Campionato Nazionale I Divisione.
1925-26: 10. nel girone B della Lega Nord - Campionato Nazionale I Divisione. Vince il torneo di qualificazione per la salvezza battendo Pisa (6-1), Legnano (4-1) e Novara (2-2 e 3-1).
1926-27: 4. nel girone B del Campionato Nazionale I Divisione. Vince la Coppa CONI battendo il Casale (2-1 e 1-1).
1927-28: 4. nel girone A del Campionato Nazionale I divisione. 3. nel girone finale.
1928-29: 3. nel girone A del Campionato Nazionale I Divisione. Ammessa in Serie A.
1929-30: 6. in Serie A.
1930-31: 13. in Serie A.
1931-32: 6. in Serie A.
1932-33: 14. in Serie A.
1933-34: 12. in Serie A.
1934-35: 7. in Serie A.
1935-36: 8. in Serie A - Perde la finale di Coppa Italia contro il Torino (1-5).
1936-37: 16. in Serie A - Retrocessa in Serie B.
1937-38: 1. in Serie B - Perde gli spareggi con Modena (0-3) e Novara (2-3).
1938-39: 8. in Serie B.
1939-40: 7. in Serie B.
1940-41: 7. in Serie B.
1941-42: 10. in Serie B.
1942-43: 12. in Serie B.
1943-44: 9. nel Campionato Ligure-Piemontese.
1944-45: Campionato sospeso per motivi bellici.
1945-46: 1. in Serie B/C. Vince il Girone Finale. Promossa in Serie A.
1946-47: 14. in Serie A.
1947-48: 19. in Serie A. Retrocessa in Serie B.
1948-49: 11. in Serie B.
1949-50: 18. in Serie B. Retrocessa in Serie C.
1950-51: 4. in Serie C.
1951-52: 4. in Serie C.
1952-53: 2. in Serie C. Promossa in Serie B.
1953-54: 13. in Serie B.
1954-55: 15. in Serie B.
1955-56: 9. in Serie B.
1956-57: 2. in Serie B. Vince lo spareggio contro il Brescia (2-1). Promossa in Serie A.
1957-58: 12. in Serie A.
1958-59: 14. in Serie A.
1959-60: 17. in Serie A. Retrocessa in Serie B.
1960-61: 7. in Serie B.
1961-62: 10. in Serie B.
1962-63: 14. in Serie B.
1963-64: 15. in Serie B.
1964-65: 9. in Serie B.
1965-66: 13. in Serie B.
1966-67: 19. in Serie B. Retrocessa in Serie C.
1967-68: 9. in Serie C.
1968-69: 7. in Serie C.
1969-70: 9. in Serie C.
1970-71: 2. in Serie C.
1971-72: 2. in Serie C.
1972-73: 3. in Serie C. Vince la Coppa Italia di Serie C battendo in finale l\\\'Avellino (4-2).
1973-74: 1. in Serie C. Promossa in Serie B.
1974-75: 16. in Serie B a pari merito con l\\\'Avellino. Perde lo spareggio contro la Reggiana (1-2). Retrocessa in Serie C.
1975-76: 16. in Serie C.
1976-77: 6. in Serie C.
1977-78: 11. in Serie C. Ammessa al nuovo campionato di Serie C1.
1978-79: 10. in Serie C1.
1979-80: 16. in Serie C1. Retrocessa in Serie C2.
1980-81: 1. in Serie C2. Promossa in Serie C1.
1981-82: 17. in Serie C1. Retrocessa in Serie C2.
1982-83: 5. in Serie C2.
1983-84: 3. in Serie C2.
1984-85: 2. in Serie C2. Perde lo spareggio contro il Prato (2-3).
1985-86: 3. in Serie C2.
1986-87: 16. in Serie C2. Retrocessa nel campionato Interregionale. Ripescata per la rinuncia del Montebelluna.
1987-88: 5. in Serie C2.
1988-89: 2. in Serie C2. Promossa in Serie C1.
1989-90: 16. in Serie C1. Retrocessa in Serie C2.
1990-91: 1. in Serie C2. Promossa in Serie C1.
1991-92: 11. in Serie C1.
1992-93: 9. in Serie C1.
1993-94: 14. in Serie C1. Perde i play-out contro l\\\'Empoli (0-1 e 0-0). Ripescata per il declassamento del Mantova all\\\'ultimo posto.
1995-96: 7. in Serie C1.
1996-97: 7. in Serie C1.
1997-98: 15. in Serie C1. Perde i play-out contro la Pistoiese (1-1 e 1-2). Retrocessa in Serie C2.
1998-99: 8. in Serie C2.
1999-00: 2. in Serie C2. Vince i play-off contro il Meda e il Prato. Promossa in Serie C1.
2000-01: 18. in Serie C1. Retrocessa in Serie C2.
2001-02: 2. in Serie C2. Perde i play-off contro la Sangiovannese.
2002-03: 18. in Serie C2. Retrocessa in Serie D. Dichiarata fallita.
2003-04: L\\\'U.S. Alessandria Calcio non partecipa a nessun campionato.
2004: Riacquisizione del marchio. U.S. Alessandria Calcio 1912 iscritta al campionato di Eccellenza regionale piemontese.
2004-05: 1. in Eccellenza regionale piemontese girone A. Promossa in Serie D.
2005-06: 8. nel girone A della Serie D.
2006-07: 6. nel girone A della Serie D.
2007-08: Vince il campionato di Serie D, girone A


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classifica girone
ATESSA VAL DI SANGRO 3
MIGLIANICO 3
ATLETICO TRIVENTO 3
FORLI 3
JESINA 3
santarcangelo calcio
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